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Peperoni secchi

peperone-corno-di-toro(1)Conserviamo con il sole

I peperoni secchi si fanno essiccando soprattuto i peperoni “Corno di Toro”. Sono tipici del Sud Italia, caratterizzati da una polpa molto sottile e, quindi, da un basso contenuto di acqua. Queste due importanti caratteristiche favoriscono una veloce essiccazione naturale, realizzata esponendo i frutti al sole: per due o tre giorni i peperoni appena raccolti vengono stesi su delle reti, nella penombra di locali asciutti e ben areati; poi, vengono infilati per i peduncoli,
pimientos rojos secos colgados en la pared blanca.con un ago molto grosso e spago. In questo modo si ottengono delle filate di peperoni dette ”nserte”, che vengono stese al sole ad asciugare, appese a bastoni o ringhiere. Se capiterete in Calabria o in Basilicata, scoprirete che non è raro vedere i balconi delle case adornati con queste spendide “collane” rosse.

Dopo circa un mese di essiccazione i peperoni sono pronti all’uso. Dalle mie parti vengono consumati soprattutto fritti, prendendo il nome di peperoni cruschi. Tuttavia, sono molto usati anche  per guarnire primi piatti, carni rosse o baccalà.

Si può impiegare anche tostato e macinato per condire, ad esempio, la  pasta con aglio, olio e peperoncino o con la mollica fritta.

pepUn altro importante uso del peperone macinato,  è fatto nella preparazione dei salumi. Definito in questo caso “pepe buono”, perchè non piccante, serve a dare il caratteristico colore rosso e il buon aroma alla salsiccia e alla soppressata calabrese.

Vi rivelo un “segreto”: polverizzandolo si ottiene… la PAPRIKA!!! Questa non ve la immaginavate, eh?! 🙂

I peperoni cruschi sono uno dei prodotti tipici più rappresentativi di Calabria e Basilicata; quest’ultima vanta L’IGP dei famosi “Peperoni di Senise”, un comune in provincia di Potenza.

 

Melagrana

Melagrana

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Ottimo frutto

La melagrana, frutto dell’albero di melograno. Fa parte della famiglia delle Punicaceae, ed è originaria della zona geografica che va dell’Iran all’India settentrionale, seppur presente anche nell’intera zona mediterranea.

Il nome “melograno”, deriva dal latino malum (“mela”) e granatum (“con semi”). La stessa origine è riconosciuta anche in altre lingue, come per l’inglese “Pomegranate” o per il tedesco “Granatapfel” (mela coi semi). In inglese antico, era noto con il nome di: “apple of Grenada” (mela di Granada).

In italiano, il nome melograno è derivato direttamente dal latino: malum punicum o malum granatum.

Il frutto, la melagrana o melagranata, è una grande bacca (detta Balausta) di consistenza robusta, dalla buccia molto dura e coriacea; ha forma rotonda o leggermente allungata, con diametro da 5 a 12 cm, la dimensione dipende dalla varietà e, soprattutto, dalle condizioni di coltivazione. Il frutto ha diverse partizioni interne, robuste, che svolgono funzione di placentazione ai semi, detti arilli (fino a 600 ed oltre per frutto).

Ma vediamolo in cucina…

melogranoIl succo di melograno è ricco di Vitamina C e B, di potassio e di notevoli quantità di polifenoli antiossidanti.

Ha diverse proprietà tra cui:
astringenti, antidiarroiche, gastro-protettive, rinfrescanti delle gengive, è diuretico ed antiossidanti, ma soprattutto ha proprietà antitrombotiche, antiallergiche e vaso-protettrici; sembra, inoltre, che generi una forte protezione dell’organismo dalle cellule tumorali nascenti.

Si usa, per le proprietà medicinali, anche la corteccia delle radici, prelevata in primavera o in autunno, e la scorza dei frutti raccolta in autunno.

Dopo avere aperto il frutto con un coltello, è necessario spaccarlo in più parti ed estrarre i semi, staccandoli dalle membrane a cui sono fissati. In caso di quantità rilevanti, la separazione è favorita dal fatto che, immersi nell’acqua, i semi affondano mentre le membrane galleggiano.

I semi di alcune varietà selvatiche sono essiccati, macinati e usati come componenti, a volte acidificanti, in altre salse.
Le scorze dei frutti hanno anche proprietà aromatiche e vengono utilizzate per dare il gusto amarognolo a Vermouth ed aperitivi.

Il sapore del succo è molto diverso secondo le varietà. Alcuni succhi possono essere molto dolci, altri più acidi. Di norma, il sapore è intermedio, con una base di dolce, un fondo acidulo, ed un tono leggermente amaro ed astringente, dato dalla componente tannica dell’arillo.

Il succo di melograno è detto granatina, ed è ottenuto dalla spremitura dei semi; spesso diluito e zuccherato, è usato come bevanda.
Il succo è molto usato, nelle cucine tradizionali dei paesi di origine, per preparare salse, dolci o piccanti, cibi tradizionali, guarnitura di carne o riso.

Tratto da:

http://it.wikipedia.org/wiki/Punica_granatum

Zucchina spinosa

Zucchina spinosa

Due chayote (sechium edule) con fogliaLa zucchina spinosa, Sechium edule o chayote, è una specie della famiglie delle “Cucurbitacee”. Originaria del Sud America, è coltivata nelle zone costiere, soprattutto in Costa Rica, che ne è il maggiore esportatore. In italia è conosciuta come zucca centenaria, zucchina spinosa, patata spinosa, melanzana spinosa, melanzana americana, lingua di lupo.

Io la conosco perchè in Calabria, nelle mie zone, è molto usata e ci si preparano diversi buoni piatti, tra cui una variante dei buonissimi “peperoni e patate”. Il nome dialettale con cui in Calabria è conosciuta, è: “Masciuscia”… Quindi, io la chiamerò Masciuscia 🙂

La Masciuscia in cucina è usata, per lo più, come una normale zucchina: di solito viene fritta e condita con un po’ di sale, si può fare stufata o bollita e condita come un’insalata o, ancora, abbrustolita come contorno, specialmente per carni rosse. Gustosissima in agrodolce, la si può usare addirittura candita per torte e dolci in genere.
Oltre al frutto, della Masciuscia sono commestibili anche le foglie e le radici che, alla fine della primavera, possono essere trattate come asparagi e, quindi, anche conservate sott’olio o sott’aceto.

Ha numerose proprietà benefiche, infatti contiene molta vitamina C e diversi amminoacidi, acqua e sali minerali; ha effetti diuretici, previene l’arteriosclerosi e l’ipertensione. Favorisce lo scioglimento dei calcoli renali.

E’ un ortaggio molto facile da coltivare, basta infatti interrare l’intero frutto: una volta germogliato, crescerà molto in fretta un pianta rampicante, che si svilupperà nell’arco di qualche metro. Se si interra a primavera inoltrata, incomincerà la fioritura durante l’estate e i frutti si raccoglieranno in ottobre-novembre, con l’accortezza di conservarli in luogo fresco per tutto l’anno, fino all’arrivo della nuova primavera. La pianta, all’arrivo dei primi freddi, si dissecca ma la radice rimane attiva e rigermoglia in primavera, per diversi anni.

 

Informazioni tratte da:

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Sechium_edule
  • http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/zucca-spinosa.htm